Psicologo

Consigli per gestire al meglio la quarantena

Cari genitori, ben ritrovati, in questo periodo di quarantena, con la nostra nazione bloccata per il coronavirus, ho pensato di darvi qualche consiglio per gestire al meglio questa situazione inconsueta. Molti di voi, probabilmente, lavorano da casa, i vostri figli non vanno a scuola e non fanno nessuna attività extrascolastica. Siete, siamo, tutti fermi, a casa, giorni e giorni a fare i conti con il tempo. In una condizione del genere è facile che gli equilibri possono diventare precari perché non si è abituati a questa convivenza forzata. Come possiamo gestire gli spazi domestici? Come possiamo organizzare il tempo dei figli, i compiti, quello in cui erano occupati in attività extra e soprattutto come possiamo gestire l’ansia che ci prende tutti? 

Quanto è difficile cambiare le abitudini?

Viviamo in una società fondata sul consumo sfrenato, fino a poco fa eravamo sempre di corsa tutto il giorno, senza differenziare il sabato o la domenica. Non sapevamo quasi più la differenza tra un giorno festivo e uno feriale, da un momento all’altro, arriva lo stop. Che effetto ha avuto tutto questo su di noi? Il problema principale è dato dalla richiesta di cambiare il nostro stile di vita, cosa che per un adulto è quanto di più difficile ci sia soprattutto, se il cambiamento deve essere repentino e non graduale.  Risulta difficile perché si richiede di modificare il proprio quotidiano e l’essere umano è abitudinario anche nelle cattive abitudini, da non sottovalutare, inoltre è la motivazione. Noi non VOGLIAMO cambiare, DOBBIAMO FARLO e le cose ordinate diventano in automatico odiose. Basti pensare a tutti coloro che improvvisamente avvertono la necessità di andare a correre, quando fino ad un mese fa neanche un mitra li avrebbe tirati dal divano.

La convivenza forzata della coppia

In molte famiglie si è in due a lavorare e ci si ritrova di sera o nei fine settimana. Ora, se nella coppia entrambi lavorano da casa e ci sono anche i figli, l’atmosfera può diventare pesante. Anzitutto ci sono gli spazi da dividersi e se non abbiamo una casa abbastanza grande può essere un problema. In secondo luogo bisogna dividersi la gestione dei figli, chi sta con loro mentre si lavora? Chi pensa al pranzo e alla cena? Insomma, la lite è a portata di mano. Ovviamente, molto dipende anche da come era gestito il tutto prima, è chiaro che se in una famiglia non ci sono eccessivi attriti, questo periodo può essere l’occasione per scoprire nuove dimensioni della vita familiare, per condividere più tempo insieme e riscoprirsi l’un altro. Così, per esempio, se in genere il marito sta sempre fuori per lavoro, in questi giorni può essere lui ad occuparsi della cucina sgravando di questo compito la moglie o viceversa. Questo ad esempio è ciò che è accaduto nella mia famiglia, dove mio marito che in genere è fuori anche la notte e nei giorni festivi, in questo periodo ha l’occasione per stare con noi e per gestire la casa. 

Nelle famiglie in cui è già presente qualche problema bisogna darsi delle regole di convivenza e dividersi bene i compiti, stabilendo prima ruoli e compiti, così ci sarà sempre chi va a fare la spesa, chi si stacca dal computer per far da mangiare, chi gioca un po’ con i bambini e così via. Altrimenti, questa convivenza forzata può diventare una bomba ad orologeria. 

Come rassicurare i più piccoli

In molte famiglie i bimbi sono dai nonni

Quando i genitori lavorano, oppure, fanno mille mila attività il pomeriggio. Adesso le scuole e le attività sono chiuse e se i bambini piccoli in un primo momento erano felici di stare a casa, adesso iniziano anche loro ad essere un po’ stanchi. Il vero e grande problema è dato dal contesto di continuato allarme che si percepisce in molte famiglie. Perciò, è importante spiegare al figlio le vere ragioni della chiusura della scuola utilizzando un linguaggio semplice e chiaro, conciso e adatto all’età. Grazie alla lealtà con i figli, questi ultimi non sostituiranno, come è nella loro natura, la realtà con la fantasia immaginando cose non vere. Oltre a ciò è importante anche evitare di stare tutto il giorno ad aggiornarsi sulla diffusione del virus e sul numero di contagio, tutto ciò acuisce l’ansia per voi adulti e per i bambini. C’è da dire ancora, che il bambino non ha la percezione del tempo come invece hanno gli adulti e l’interruzione della routine può determinare un senso di angoscia che deve essere prevenuto, ecco, perché è importante star loro vicino. Per i genitori che purtroppo non lavorano da casa ed hanno l’ansia per il loro futuro può essere utile stare ancora più vicino ai propri figli. I bambini possono aiutarci molto con la loro innata spensieratezza. Condividere del tempo con i propri figli può dare loro la parvenza di normalità all’emergenza, tutto ciò contribuirà a mitigare l’ansia e l’angoscia per l’incertezza del futuro.

La quarantena per gli adolescenti

Per gli adolescenti il discorso è diverso, perché, le relazioni sociali sono il loro pane quotidiano.  Per alleviare il disagio di uno stop obbligatorio è importante stabilire delle regole ben precise. I ragazzi hanno la possibilità di utilizzare la tecnologia, è fondamentale concordare insieme il tempo da impiegare per la condivisione con gli amici attraverso le chat per non incorrere in una over dose digitale. Un altro rischio per gli adolescenti è l’invasione reciproca degli spazi.  Anche qui la soluzione è un reciproco accordo un vero e proprio piano giornaliero con tempi certi di condivisione e di studio, nonché il tempo per la condivisione con gli amici di cui parlavo prima.

E quando tutto sarà finito?

Quando tutto sarà finito, importante sarà non farsi aspettative per un miracoloso miglioramento della specie. Oggi tutti fantastichiamo un mondo migliore dove tutti si vorranno più bene, ma non sarà così. Bisogna certo ritrovare una forma di ottimismo e di speranza ma basandosi sempre su un atteggiamento di consapevolezza e responsabilità reciproca. Alla prossima!

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